venerdì, gennaio 30, 2009

WHEN GOD...( Maschile & Femminile)



WHEN
GOD
CREATED
MAN
.
.
.
.
.
SHE
WAS
ONLY
KIDDING!!


Se dio fosse stato una ‘lei’, certo avrebbe ammesso la birichinata di cui sopra, lo scherzo, la sciocchezzuola che aveva combinato. Avrebbe avuto nel contempo le spalle più leggere, senza il peso insulso di altri errori o colpe .
Un dio padre – come quello attuale ad esempio – non solo non riconoscerebbe come errore quello sopra citato , ma sarebbe anche su un versante un po’ maschilista … E lo dimostrerebbe nelle scelte dei collaboratori e dei vice: come a dire che in presidenza ci sarebbero le scrivanie del figlio e dello spirito santo. E gli apostoli e gli evangelisti? maschietti anch’essi, ma in altri uffici , quelli della propaganda e della biblioteca. Il dio padre, per questo suo essere molto maschile, amerebbe le gerarchie e con esse la gestione del potere . Il cui motto è, si sa, ‘divide et impera’, gerarchicamente parlando, appunto... Donne niente, né qui né nella sede centrale: maria non si farebbe nemmeno vedere in giro più di tanto e maddalena potrebbe pensarsi pentita… di essersi pentita.
La chiesa, invece, struttura portante della fede come istituzione e voluta da dio, è parola femminile. L’unico femminile importante che l’attuale diopadre ha scelto. Ma mentre un dio-donna amerebbe scegliere democraticamente, discutendo e collaborando, condividendo senza pregiudizi i generi e i temi e i complementi d’agente, la testa maschile preferisce il ‘faccio da me’, il ‘decido io’: macchè consulti, macchè possibilità d’errore! E poi, un femminile ‘chiesa’ lo si userà, ma per motivi diplomatici, per fingere una coesistenza pacifica e paritaria. Ma altro non c’è.
E così – destinata a scopi come questi - la calotta femminile della parola ‘chiesa’ in realtà verrebbe ad essere una struttura che si irrigidisce vieppiù, contrapponendosi agli spazi delle vera verità e della parola. Combattendole con monete e banche , rigore vuoto e passatismo.
E sotto questa calotta-ombrello, ecco molti altri sono gli errori al maschile: come il rogo per l’eretico e per il pagano , il Libro dei libri come braccio destro del colonialismo, o ecco anche il prete e il pedofilo, il rito e il rituale in lingua morta, il dogma. Quest’ultimo sarebbe alimentato dal ritorno alle negatività del passato, e da una allegra gestione del concetto di aldilà. Aldilà: sostanza corruttibile per gli strani andirivieni del limbo e del purgatorio… Come se si potesse deciderne l’esistenza sfogliando un fiore: c’è, non c’è, c’è,…
Se dio fosse una ‘lei’ ,invece, dopo aver ammesso di aver creato l’uomo ma di aver solo voluto scherzare, con la saggezza e le competenze infinite in sua dotazione proverebbe a ricomporre le unità spezzate…, come farebbe una saggia madre di famiglia
Parlerebbe di fratellanza, di autonomia delle coscienze davanti alla vita e alla morte, di libertà nel capire, di libertà e uguaglianza nel condividere il sapere e l’avere, di teologia della liberazione, di strade senza frontiere, … E accanto ai femminili metterebbe dei preti operai e dei preti medici o giornalisti, e qualche miracolo ogni tanto, anzi più di ‘qualche’…

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giovedì, gennaio 29, 2009

martedì, gennaio 20, 2009

Guardavo un quadro e pensavo a me








Il tavolo stava lì, in piedi, con l’aria panciuta e le gambe aperte e ben piantate, come chi è sicuro di sé. Ricordava la figura della Forza negli Arcani Maggiori dei Tarocchi. O la figura maschile di un’opera lirica, figura di padre o di factotum che dominano la scena e tessono, pomposi, alcuni pezzi di trama. E dal tavolo una sensazione di sicurezza e solarità.
Vicinissima al tavolo, una poltrona….
La poltrona, azzurra larga e con cuscino soffice, aveva le braccia aperte. Era dolcezza e morbidume, affetto e tepore. Era lì, lei, con questo corredo vellutato e sorellesco o materno… Era li che aspettava me, per abbracciarmi dopo i giorni dell’ansiapaura. Aspettava che sprofondassi nel suo azzurro, rannicchiata, con le mie invisibili lacrime di stupore: stupore di fronte a parole scritte che circondavano e delimitavano per la prima volta il Male…. Era pronta a darmi un senso di pacificazione, se pur momentanea . E poi la Forza del tavolo anche lei era lì per suggerire se stessa. Valeva la pena essere forti, fino al prossimo telepass o controllo alla dogana … E lasciarsi consolare cullare dall’azzurro vellutato. Col cuscino stretto sul cuore.
Guardavo un dipinto. E pensavo a me stessa, cercando simboli sulla tela.