mercoledì, aprile 25, 2007

Tre storie di sentimenti

Il mio fidanzato mi ha lasciato



Il mio fidanzato mi ha lasciato.
E’ la seconda volta, in tanti anni. Ed è perché l’ho fatto apposta di essere fredduccetta con lui: al telefono e al telefonino, o… altrove. Una, due, tante volte.
Il mio fidanzato ha un fisico discreto, perché è alto, dritto nella persona e abbastanza atletico per la sua età.
Di viso non è male: ha lineamenti regolari. Non saprei dire il colore dei suoi occhi.
Secondo me si tinge i capelli senza dirlo a nessuno, neanche a me : io per educazione non gliel’ ho mai chiesto, ma ho sempre notato il colore rossiccio in cima , diverso dalle basette. Adesso poi si sospetta di più, perché le basette sono bianche. Non so perché, ma mi fa venire in mente il Lupo Alberto. ( O forse Alberto Lupo )
Anche se non porta gli occhiali , ha dei problemi di vista , infatti il suo orario è sempre stato le 2 del pomeriggio , per poter rientrare molto ma molto prima del buio .
Un suo difetto sono i regali.
Lui mi ha sempre fatto tanti regali nella prima e nella seconda manche della nostra storia; e purtroppo anche quando non eravamo fidanzati. Io quelli esagerati non li volevo e non li voglio , ma non c’è niente da fare. E se contraccambio , lui arriva con un regalo ancora più grande e la storia non è più finita…
Non abbiamo problemi di comunicazione, o forse sì.
Nella prima manche lui parlava delle solite cose, cioè del più e del meno e dei suoi hobby che io non capivo. Io ciarlavo di tutto un po’, del lavoro, delle amiche, dei libri che mi portava… ,o di cose che riempivano il silenzio, anche se non contavano niente. Ma lui aveva un lavoro tutto differente dal mio, al cinema non ci andava e i libri che mi portava non li conosceva perché li aveva fregati a suo papà…
Nella seconda manche ho fatto diversamente. Ho pensato: io lascio che parli lui dei suoi problemi, o gli faccio delle domande mirate perché racconti e spieghi le cose sue, così non resta uno spiraglio di tempo per raccontare le mie cose e i miei segreti. O comunque poco pochissimo.
La prima volta mi ha lasciato perché capitava che ogni tanto – con decisioni a sorpresa - preferivo andare con le amiche a far compere in città , invece di stare sul divano con lui. Che non mi dava sempre un appuntamento preciso. Diceva che in tutti quegli anni l’avevo illuso con frasi belle ma false.
Non ci siamo più visti per anni ed anni ed anni. Oppure ci siamo visti ma abbiamo fatto finta di non conoscerci per non salutarci. . . Soprattutto era lui che guardava dritto verso l’orizzonte.
Mille anni dopo, ci siamo rivisti alla COOP, gomito a gomito al frigo dei formaggi: e sono ricominciati i regali.
Per non so quale festa mi ha regalato un’orchidea rarissima. Io un vino pregiato. Lui una scatola di duecento cioccolatini…
Lui è sempre lui.
Io sono sempre io…. o quasi.
Perciò, adesso, in questa seconda manche, ho deciso : è meglio se ognuno balla con sua nonna.
Più di una volta il telefono ha suonato e io non ho risposto, perché ho fatto finta di non sentirlo. Era lui e quando è lui che chiama io lo so sempre perché sono intuitiva.
Lui allora 1°) non crede che non sento suonare il telefono; 2°) mi lascia brevi messaggi nella segreteria, brevi perché è impacciato e forse indeciso . A me gli imbranati fanno venire il nervoso: così, fredda e distante, gli rispondo con un SMS ancora più scarno delle sue comunicazioni, e soprattutto quando sono sicura che lui, a quell’ora lì, ha (chissà perché) il telefonino spento.
Ognuno di noi , allora, , finisce per parlare da solo.
E per non dire niente.
Sembrano cose da poco, queste. Ma logorano le persone sensibili come me, e come lui, che, permaloso, mi ha lasciato.

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