mercoledì, febbraio 28, 2007

Parole in Prestito: Piove sul mare


Andarono al mare e pioveva. Il cielo non era sereno, e sulla spiaggia non c’erano bagnanti. Il tempo non era dell’umore giusto per fare bella figura con gli estranei, chi voleva guardarlo così com’era era il benvenuto, gli altri potevano andarsene da qualsiasi parte.
Quelli che non riuscirono a muoversi di lì perché trovavano il mare ipnotico e sacro, perché dominati dai ricordi e perché anche da lontano il mare decide ciò che quotidianamente accade col suo impeto feroce, impararono a guardarlo mentre piove, e mentre lo guardavano impararono le cose che si dimenticano per colpa della Kodak e della televisione.
Impararono per esempio che il mare non è obbligato ad essere azzurro, che nessuno è obbligato ad essere uguale tutti i giorni, a piacere per decreto, a essere incantevole e diafano anche quando la vita è torbida, imprevedibile e altezzosa.
Rimasero a guardare sulla riva. Udirono il vento iracondo e vanitoso, videro da lontano, intravidero, ciò che accadeva nel mare mentre ci piove sopra.
Quando piove sul mare, il mare capisce. Quando piove sul mare tremano negli abissi i coralli (…) per la tristezza come fossero persone Quando piove sul mare , gli esseri umani capiscono cose che la limpidezza, l’impassibile trasparenza non spiegano mai.
Il mare sotto la pioggia si bagna, l’acqua dolce ferisce l’acqua salata con l’impudicizia della sua gioventù. Il mare è vecchio, per questo sa di sale e profezie.
Quando piove sul mare gli uomini non sono soli con le cose che portano dentro, si sentono protetti guardandolo, sussultano insieme a lui, e guariscono dalla paura. Mentre piove sul mare lui accompagna: i ricordi segreti, i ricordi proibiti, il silenzio. Non c’è silenzio più audace e più profondo di quello del mare ferito dalla pioggia.
Proprio il giorno in cui dovevano fare ritorno al cielo grigio e al rumore tenebroso della città che li abita, il sole uscì dal mare, come un altro enigma. I bambini si dispiacquero per la partenza, lei fu contenta che il tempo fosse finito, non desiderava la luce alle spalle (…), le bastava il ricordo della pioggia negli occhi per curarsi il luogo dove ardono le risposte. Quando piove sul mare, gli esseri umani capiscono. Non c’è nulla da fare, si dicono,la sopravvivenza è una questione di coraggio e di intemperie.


Angeles Mastretta, Puerto libre, Giunti