Paolina L
Non bella, né bellina, né graziosa o altro, Paolina si offriva agli sguardi della gente così com’era, senza trucco e senza inganno. Tanto da non togliersi da sotto il naso nemmeno quell’ombra di baffetti scuri che rendeva più grigia la sua espressione. Severo il suo portamento e così pure il suo vestito scuro: il collettino di pizzo a girocollo non bastava per dare luce a quello sguardo smorto … E poi non aveva, quel colletto, un’aria più claustrale che vezzosa e fru fru?
Il tocco finale lo davano i guanti ( anzi, i mezzi guanti), con il loro colore incerto e la vecchia trama consumata.. Non certo degni del suo nome, del suo casato! ma della tirchieria di famiglia, sì.
Va bene, va bene, riconosco che lei aveva avuto una possibilità in più, rispetto alle donne del suo tempo: aveva ricevuto un’istruzione pari a quella dei suoi fratelli maschi. O.K., ma a lei, che gliene veniva, enfin? ne aveva forse guadagnato in ampliamento dell’area di amicizie dialoganti e di viaggi? era diventata più elegante, più libera, nella parola e nei fatti? Ma neanche per sogno!
Perché quella istruzione le aprisse le porte della vera cultura, della vita e del mondo, avrebbe dovuto prima uscire dal clichè di donna destinata ad altro che al sapere e da quello di figlia silente obbediente. E invece era sempre lì, chiusa nella gabbia del clichè, della casa e del borgo, come in un busto rigidissimo di stecche di balena. Statica, quindi. E appena appena libera di respirare piano. Suo fratello Giacomo qualche ribellione l’aveva tentata, in età infantile o quasi: un ridicolo tentativo di suicidio …nella fontana del giardino, un altrettanto ridicolo tentativo di fuga… a piedi, e non so altro. Ma avendo avuto il privilegio di nascere uomo, aveva potuto uscire dal suo mondo asfissiante per entrare in quello del dibattito culturale e della scrittura poetica.. La stima e l’amicizia di alcuni nomi della cultura italiana lo incoraggiarono nella sua arte. E non fu solo, nell’affrontare situazioni come la malattia o la totale assenza di denaro.
Anche lei scriveva, per carità: ma che cosa? lettere, non poesie… Lettere filosofiche? No. Le solite lettere in cui si chiedono notizie dei figli degli altri, della vita (normale) degli altri, eccetera. E dove di sé si ha da raccontare ben poco di interessante, tutt’al più un lamento per la propria solitudine e prigionia.
Insomma, Paolina aveva avuto in sorte dei doni ‘così così’: dalla casa-prigione, all’austerità ottusa della famiglia,ad una madre matrigna e ad un padre padrone, avari negli affetti come pure nella gestione di un patrimonio sgarrupato.
Per una col suo aspetto e che non usciva quasi mai , diciamo tuttavia che qualche momento favorevole il Caso glielo riservò. Ci fu, intendo dire, chi la chiese in moglie: più pretendenti - semisconosciuti – bussarono alla sua porta. Ogni volta in lei aleggiava la speranza ,per la prospettiva di una vita fuori da quella casa… e di una realizzazione di sé nel matrimonio come tutte le altre donne. Anche se era un matrimonio combinato. Ma se sua madre portava i pantaloni in fatto di economia domestica e regole della casa, suo padre era esaminatore implacabile di tutti i pretendenti: questo no perché inadeguato il suo patrimonio, l’altro nemmeno, perché inadeguato il suo titolo nobiliare, e non parliamo poi di quello che chiedeva una dote più cospicua per sposare Paolina… I soldi dovevano entrare, e non uscire, da quella casa… E così Paolina, senza sperare di avere voce in capitolo, continuò a condurre la vita di sempre, anzi una vita più pesante perché alleggerita di queste ultime speranzose illusioni .
Dopo la morte dei genitori, Paolina aprì il portone di casa e fece preparare la carrozza. Non senza aver prima rivoluzionato tutto il guardaroba. Non aveva in mente grandi viaggi, non era abituata forse a pensare in grande o all’avventura… , o semplicemente doveva misurarsi con l’età e la salute… Si spostò per brevi tratti, per visitare quelle amiche con cui aveva corrisposto per tanto tempo, o per cercare altri luoghi ed altra casa, o per una gita di piacere. E fu in uno di questi brevi tratti che Paolina prese freddo, si ammalò e morì.
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