La mia cara amica Clivia
la mia amica clivia, che coltivava il sogno da quest’estate ed anche da prima, si è comprata un nuovo computer. portatile, essenziale, ultrapiatto, non avrebbe sfigurato a suo tempo in 2001 odissea nello spazio. al posto del monolite o in qualsiasi altro ruolo di guest star: così bello, snello, scuro, elegante, così avanti di un passo rispetto ai tempi, così supertecnologico….
ci diamo, io e clivia, appuntamento per un tè, per quattro chiacchiere, e per… lui. io non l’ho ancora visto.
è nello studiolo.
al centro della stanza e del tavolo blu.
su di lui il cono di luce del lampadario.
intorno, le ombre della stanza e del pomeriggio invernale fanno da sfondo; e con la luce del cono le ombre fanno il chiaroscuro di un palcoscenico. al centro di tutto il primo attore.
la porta della stanza è aperta, spalancata sulla scena e la scena si mostra alle altre stanze della casa.
clivia ed io, parafrasando nelo risi, siamo nel cono d’ombra “ come selvaggi intorno al fuoco”, intorno alla luce dello schermo. lì a guardare le sue icone. lo sfondo del desktop. le foto della figlia lara tornata a casa per una vacanza. adoriamo immagini e funzioni. e si teorizza così, oggi, come ogni giorno ed ogni sera, quella specie di violenza ipnotica della tecnologia informatica, che può renderci catatoniche
nini, il marito di clivia, interviene aggiungendo il concetto negativo di spesa, quella del PC, in primis, e quella, imminente, della super lampada da tavolo. Ma la discussione è breve, perché Nini è in accappatoio. in procinto di doccia. e perché clivia è troppo contenta per star lì a discutere.
Clivia ed io torniamo “intorno al fuoco”, all’amor sacro e anche profano per la tecnologia.
l’acqua ha cominciato a scorrere nella doccia e tra poco nini uscirà; pian piano, clivia ed io andiamo a preparare un tè.
a tavola , sul tappeto vietnamita, le tazze bianche e il tè verde nella teiera aspettano . lei ed io stiamo finendo un discorso fitto fitto. la porta della cucina è aperta e questa scena di luce calda e soffusa e di aromi fumanti si affaccia sulle altre stanze della casa, sullo studio, sul salotto, sul breve corridoio che porta al bagno. Tutte le stanze a pianterreno sono una scena l’una per le altre…; sono un tutt’uno ovunque ti giri ad angolo giro. e ti accolgono con tappeti e piante verdi o piante fiorite anche d’inverno.
la porta del bagno si apre ed esce nini avvolto da fumi e vapori e profumo di sapone…. sceicco bianco , nel suo accappatoio di spugna…? uhm… non proprio….sembra avere un diavolo per capello e gli occhisaettanti, e non solo. c’è un ricordo letterario in quegli occhi: gli occhi di bragia del vecchio demone caronte. anche il tono con cui ci apostrofa non ha niente da invidiare a quello di “guai a voi anime prave!”
“ve lo dirò ioo come siete ridotte, voi duee !!”
clivia ed io lo fissiamo e ascoltiamo stupite, la bocca leggermente aperta, il labbro inferiore forse pendulo.
…… (?)
e io intanto penso ma cosa ne sa nini di come sono ridotta io, che ne può sapere lui, e come si permette…
“ mentre voi duee perdevate la testa davanti a quella macchina inerte, io sono passato per andare in doccia. nudo. nu - do! pronto a stupirvi. NIENTE!... caparbio sono ripassato TRE volte, con passo da palcoscenico…. nudo. scalzo. possente. e voi duee ancora NIENTEE!!”
……. (?)
un guizzo di follia di nini?
o… un esperimento di poesia visiva, naturalmente erotica?
non so.
so solo che sono salva…
…dall’incredulità…
…da uno stupore visionario….
…….(!)
(grazie, bill gates)
ci diamo, io e clivia, appuntamento per un tè, per quattro chiacchiere, e per… lui. io non l’ho ancora visto.
è nello studiolo.
al centro della stanza e del tavolo blu.
su di lui il cono di luce del lampadario.
intorno, le ombre della stanza e del pomeriggio invernale fanno da sfondo; e con la luce del cono le ombre fanno il chiaroscuro di un palcoscenico. al centro di tutto il primo attore.
la porta della stanza è aperta, spalancata sulla scena e la scena si mostra alle altre stanze della casa.
clivia ed io, parafrasando nelo risi, siamo nel cono d’ombra “ come selvaggi intorno al fuoco”, intorno alla luce dello schermo. lì a guardare le sue icone. lo sfondo del desktop. le foto della figlia lara tornata a casa per una vacanza. adoriamo immagini e funzioni. e si teorizza così, oggi, come ogni giorno ed ogni sera, quella specie di violenza ipnotica della tecnologia informatica, che può renderci catatoniche
nini, il marito di clivia, interviene aggiungendo il concetto negativo di spesa, quella del PC, in primis, e quella, imminente, della super lampada da tavolo. Ma la discussione è breve, perché Nini è in accappatoio. in procinto di doccia. e perché clivia è troppo contenta per star lì a discutere.
Clivia ed io torniamo “intorno al fuoco”, all’amor sacro e anche profano per la tecnologia.
l’acqua ha cominciato a scorrere nella doccia e tra poco nini uscirà; pian piano, clivia ed io andiamo a preparare un tè.
a tavola , sul tappeto vietnamita, le tazze bianche e il tè verde nella teiera aspettano . lei ed io stiamo finendo un discorso fitto fitto. la porta della cucina è aperta e questa scena di luce calda e soffusa e di aromi fumanti si affaccia sulle altre stanze della casa, sullo studio, sul salotto, sul breve corridoio che porta al bagno. Tutte le stanze a pianterreno sono una scena l’una per le altre…; sono un tutt’uno ovunque ti giri ad angolo giro. e ti accolgono con tappeti e piante verdi o piante fiorite anche d’inverno.
la porta del bagno si apre ed esce nini avvolto da fumi e vapori e profumo di sapone…. sceicco bianco , nel suo accappatoio di spugna…? uhm… non proprio….sembra avere un diavolo per capello e gli occhisaettanti, e non solo. c’è un ricordo letterario in quegli occhi: gli occhi di bragia del vecchio demone caronte. anche il tono con cui ci apostrofa non ha niente da invidiare a quello di “guai a voi anime prave!”
“ve lo dirò ioo come siete ridotte, voi duee !!”
clivia ed io lo fissiamo e ascoltiamo stupite, la bocca leggermente aperta, il labbro inferiore forse pendulo.
…… (?)
e io intanto penso ma cosa ne sa nini di come sono ridotta io, che ne può sapere lui, e come si permette…
“ mentre voi duee perdevate la testa davanti a quella macchina inerte, io sono passato per andare in doccia. nudo. nu - do! pronto a stupirvi. NIENTE!... caparbio sono ripassato TRE volte, con passo da palcoscenico…. nudo. scalzo. possente. e voi duee ancora NIENTEE!!”
……. (?)
un guizzo di follia di nini?
o… un esperimento di poesia visiva, naturalmente erotica?
non so.
so solo che sono salva…
…dall’incredulità…
…da uno stupore visionario….
…….(!)
(grazie, bill gates)

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