A volte ritornano....Chi? Gli inti-Illimani!!

A volte ritornano....
A sorpresa, stasera, in TV… gli Inti-Illimani.
Grande e ormai vecchio amore di tanti e passa anni fa e di parecchi di quelli successivi…
Amore per la loro musica, per quegli strumenti dai nomi strani e dalle origini antiche..;
per la coralità non solo di voci, ma di vicende, intenti e mantelli di gruppo, color rosso cupo;
per le parole della paura e della speranza…; o come quelle della terra, dell’amore, della tradizione ritrovata; o, ancora, come quelle dei poeti con le loro voci uguali e diverse; come quelle delle canzoni che raccontano ‘ferite’ , storia, lotta...
Amore per una lingua che non è la mia e che mi ha sempre affascinato...
Amore dunque inalterato, per questi volti vecchi come per quelli nuovi, come per quelli che non ci sono e non vedo: horacio , max, ed altri.
E mi chiedo che amore sia, questo, quasi incredibilmente fedele.., anche oggi, oggi –dico- che non li seguo più tanto sulle vie del nuovo o non mi capita praticamente mai di vederli e ascoltarli… Penso che sia – il mio – un amore per l’amore che hanno saputo far nascere e alimentare, un amore per le emozioni e il senso di fratellanza che ho vissuto.
Insomma, amo – oggi – l’idea, la forza e la qualità del sentimento di ieri.
Non mi vergogno affatto di pensare a questo amore come ad un Mito, un mito come solo i popoli primitivi ( e fanciulli) sapevano creare e ingenuamente assolutizzare… Nemmeno mi vergognerei nel sentirlo definire da qualcuno alla stregua di un amore adolescenziale, riferendosi a quello mio di allora come a quello dei miei anni di adesso . Perché: non è bello forse sentirsi ogni tanto… fanciulli, .. o primitivi, …o ingenui, …o adolescenziali?... E poi questo, forse con vesti diverse, è pur sempre un sentimento vivo, capace di farmi scrivere (alla mia età) una mail agli Inti e di firmare il loro libro delle presenze affettuose, o di farmi acquistare alla cieca, per questa volta, il loro ultimo CD…
Ma e poi capace di farmi ritrovare inalterate le immagini evocate dalle loro canzoni: e vedo fotogrammi con rivoluzioni e controrivoluzioni, in una storia raccontata dal vento…, e Victor Jara nello stadio di Santiago, così come mi sembra di scorgere el galgo terrible e i mostri del nordamerica pronti a partire, a matar, a scoperchiare e incendiare. O a insinuarsi nelle vie del colpo di stato. Vedo i paesaggi andini, e, tra sentieri e villaggi, trovo parole d’amore su pezzi di carta che sembra d’argento, vedo colori di una festa, due incredibili occhi azzurri; e due passi di danza accennati da Violeta Parra, o il ricordo di quel suo nonno dai capelli dorati,a cavallo della mula , e non c’era ragazza che non lo adorasse di nascosto, attenta a non farsi scoprire….

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