domenica, gennaio 28, 2007

Scrivere, Scrittura...


Scrivere. Scrivere. Scrivere.
Questa parola mi scricchiola dentro, invisibile, leggera.
Leggera perché spesso è vuota di cose da dire, e scricchiolante perché – così - il suo senso si sgretola, il suo senso non ha più senso. Eppure scrivere, scrivere, scrivere ha quest ’ aria così imperativa, questo tono di comando magari anche solo sussurrato, questo non so che di categorico nel senso di ‘morale’, direi.
Devo scrivere, devo scrivere, voglio scrivere.
E la parola scrivere sa farsi sentire, ascoltare, anche ubbidire, con il carisma della parola forte : i suoi suoni - sibilanti o duri - non ammettono repliche . O, graffianti, ricordano quelli della parola creatività.
Sì, oggi ho bisogno di essere creativa, e per ciò stesso viva, anche a costo di cominciare così, con parole qualsiasi come queste, man mano che vengono fuori, a galla.
Parole come queste che scrivo tanto per dire, per fare. Per carburare il motore. O anche solo per spostare più in là i pensieri di tutti i giorni.
E aspetto, aspetto di incontrare e cogliere – oggi o domani - il mio nocciolo della questione, quello che a dirlo mi sgraverà dell’ incerto. E, nella pars construens, mi consentirà fantasie tutte nuove .
Così che scrivere diventerà qualcosa di sacro, oltre che di profano: perché mi ridarà la dignità dell’essere attiva , del cercare un di più di verità anche nelle stranezze, del sapermi modificare …
Scrivere è dunque qualcosa di sacro, dicevo…
E .. la sacra scrittura?
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Sacra Scrittura

Un giorno Dio si annoiava.
Avrebbe voluto buttare via i soliti pensieri solitari.
Avrebbe voluto essere creativo, fare qualcosa.
Chiamò allora uno scriba ebreo e gli dettò una lunga storia…