mercoledì, agosto 02, 2006

Personaggi e Sogni: Livia


Altri e infiniti sono i personaggi capaci di sognare, di modellare la loro vita sui sogni. ...
A volte, però, i sogni sono così prosaici, o rarefatti, o annoiati, o anche inconsistenti, o impliciti, da non essere percepiti come tali dal lettore....e forse nemmeno dagli stessi protagonisti della narrazione... Così i personaggi sembrano avere uno spessore più sottile di altri; oppure , benché talvolta curiosi, o originali, o stravaganti, compiono azioni che non sono “avventure” nel nuovo e nell’ignoto, ma solo piccoli gesti di lieve evidenza. Per non dire dei personaggi secondari .
Prendiamo ad esempio Livia, la donna di Montalbano.
Ha dei sogni? Sa sognare? E i suoi sogni a che categoria appartengono?
Diciamo che va e viene troppo in fretta da Boccadasse a Vigata, per poterci permettere di capirla.., per consentirci di rispondere al quesito. E poi in certi casi è solo una presenza al telefono, o è comunque oscurata , messa in penombra dalle indagini e da altri congegni narrativi.
Non so se ha dei sogni, e di che intensità.
So che ha nutrito il desiderio di un figlio, di un bambino da amare - in una storia o due. Con la tristezza e il rimpianto , poi, per i sogni impossibili, ma senza che la cosa avesse il tempo di sedimentarsi nel lettore e di indirizzare qualche azione di lei…. ( Al di là di questo , se mi si consente l’ironia, mi domando : ma non ce l’ha già un bambino? un bambino che fa sempre quello che vuole lui, un bambino bugiardo e anche un po’difficile.?)
Poi. Poi si capisce che Livia sogna un matrimonio, e ci dev’essere sotto una certa intensità di sogno e desiderio, se lei – sempre una volta o due – chiede la mano di lui! E lui, mi pare, non risponde...! Così continua il va e vieni tra Liguria e Sicilia, di quando in quando.
Non so che dire. Che donna è Livia? Che sogni sono i suoi sogni?
Il primo pensiero è che all’autore e al narratore non importasse minimamente di tracciare un personaggio femminile con tanti spessori e i contorni . D’altronde i romanzi sono giustamente “salvocentrici” , e attenti casomai alle psicologie di quei personaggi che agitano le acque del giallo.
Il secondo pensiero è che, pur essendo Livia un personaggio secondario, si potrebbe approfondire ugualmente ciò che si sa di lei; questo a patto che , riguardo ai sogni cioè al motore dell’azione e della vita , la si legga in modo diverso da Emma e Rossella e Margherita . Che sono personaggi ottocenteschi..
Lei, Livia, ha i suoi sogni, ha quindi pulsioni, entusiasmi, idee da inseguire. Nello stesso tempo, se i sogni non si realizzano, lei non ne subisce la sconfitta, non ne è vittima. Non ha un figlio? non ha un marito? lei e lui non abitano nemmeno nello stesso posto? gli anni passano e le rughe aumentano e nulla si conclude? Bè, certo, in una situazione così e con un uomo così, non potrebbe considerarsi una vincente. Ma Livia cerca forse veleni ? O precipita nella perdita e nella solitudine ? Ovviamente no : non sarebbero scelte adatte al contesto.
Lei, Livia, donna del nostro tempo, ha infatti e comunque una sua vita, una sua autonomia, le sue sicurezze: lo si intuisce.
Non è vincente, non finisce tragicamente. Ma forse non è, per questo, meno eroina .
Livia ama, grida, litiga ,si dispera, ma nel contempo (...o dopo un po’) sembra saper applicare anche la regola del “noli me tangere”. Quasi una “divina indifferenza” , anzi, meglio, un principio dell’equilibrio tra l’amare e il patire, tra il volere e l’accettare, tra il fare e l’aspettare, o il cedere; o tra emozioni e ragione. Principio che fa ripartire Livia, ogni volta, e ricominciare da capo. E senza perdere ciò che ha , ciò che lei vuole avere. Certo, potrebbe cercare altro, lo sa, ma in fondo è questo che a lei piace. E sa continuare, nonostante tutto, a pensare con amore. O per lo meno non trasforma gli entusiasmi in fantasmi ed in una mortifera inazione. Non so se Camilleri potrebbe essere d’accordo. E qualcuno potrebbe anche obiettare che non si tratta qui di “divina indifferenza” e di “equilibrio”, ma piuttosto di rassegnazione. Chissà…