Allucinescion

Prendo tante pastiglie ogni giorno e non ne posso eliminare nessuna.
Una di queste, lo dice il foglietto illustrativo, potrebbe avere come effetto collaterale la comparsa di allucinazioni, di cui il soggetto è consapevole, nel senso che non crede a quello che vede.
Letta questa controindicazione, non ci ho pensato più di tanto, se non per considerarne l’originalità. Sì, perché è a dir poco originale vivere “lucidamente” un’allucinazione. Senza contare che la pastiglia dagli strani poteri non è uno psicofarmaco. Poi ho pensato ad altro, perché questo effetto collaterale, quasi quasi, era troppo fuori del comune per poter essere preso pienamente sul serio.
Invece mi ha beccato.
Ed ora sono qui in compagnia di strane apparizioni.
All’inizio si trattava di flash: fugaci ombre non identificate, barbagli neri e veloci.
Io mi chiedevo: e se avessi problemi di vista? Oppure: e se mi fossi lasciata suggestionare dalla lettura delle controindicazioni?
Così scuotevo la testa e facevo spallucce.
Adesso comincio a pensare seriamente a come convivere con il fenomeno.
Queste allucinazioni sono strane e particolari, diverse da quelle vere: prima di tutto, le cogli solo con la coda dell’occhio e, secondo, spariscono in un battibaleno, come se non ci tenessero a farsi vedere. Terzo, non ti provocano nessunissima emozione.
Col tempo, poi, da flash neri sono passate ad un livello superiore, quello di flash con dei contorni riconoscibili.
Stamattina per esempio ho intravisto, tra il garage e la casa, la silhouette nera di un diavolo con piedi caprini: un attimo, e dal garage è corso a sparire dietro il muro di casa e poi forse negli orti dei vicini. Non ho avuto paura.
Un pomeriggio, nella sala d’attesa dell’ambulatorio medico, ho alzato la testa dal giornale e... ho visto la finestra che si spostava! Rapida rapida, stava andando dal centro della parete ad uno dei lati, tendine comprese: ma, capito che la guardavo, è tornata in un attimo al suo posto. E ieri? Stando in cucina ho visto, ne sono certa, la sagoma di un uomo che si teneva aggrappato faticosamente al davanzale della finestra,cercando la mia attenzione. Poi è precipitato, sparendo nel nulla. Assomigliava a qualcuno, ma a chi?
Queste figure veloci sono, sì, una seccatura, ma almeno non diventano presenze pesanti , ombre che sghignazzano, fantasmi che evocano ricordi, o che so io.
Ma anche questo vantaggio ha le sue controindicazioni, tanto per restare in tema.
Le figure sono tanto rapide nell’apparire e nello sparire, che (a) non fai sempre in tempo ad identificarle e la tua curiosità può rimanerne seccata; (b) finisci per dubitare delle tue facoltà: stavolta l’avrò vista o l’avrò immaginata per suggestione? E’ in agguato lo scetticismo, che ti fa vacillare; (c) le visioni estranee sono frutto di una pastiglia: e tu non ne hai colpa. E con ciò? Puoi forse confidare a qualcuno il tuo problema, liberamente ? No. Le visioni sono una compagnia che parenti , amici e vicini di casa non hanno. Perciò non puoi sfogarti: questa storia sarebbe troppo imbarazzante se raccontata a chi è normale. Finiresti con l’essere compatito, come un matto.
Succederebbe pressappoco così. Come dice e canta Dario Fo.
“ Ho visto un re “
“ Sa l’ha vist cus’ è ?”
“ Ho visto un re!! “
“ Ah, beh, sì, beh…”

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