giovedì, settembre 14, 2006

Le Belle Parole: "Se" aprissi un altro Blog


La parolina o congiunzione “se” , pur così breve e non dotata di vari e profondi significati, ha anche lei le sue Bellezze, perché introduce il gioco delle ipotesi e delle fantasie

Se aprissi un altro Blog, mi chiamerei Fiction . O Tootsie. O Doppio Clic… O .. chissà?
Nel Blog in cui sono ora, parlo di ciò che penso e sento: lo dico attraverso una scrittura a volte allusiva, indiretta, come quando uso il velo del racconto, o le metafore della poesia, o altro ancora… Insomma: io, qui, scrivo di me, sempre, anche se il “me” è , per certi suoi tratti, un po’ implicito. Non è mai nascosto – però - né bugiardo, ed è facile da trovare…
Questo Blog mi fotografa, enfin.
Se avessi un secondo Blog, invece, vorrei essere un’ altra. Totalmente “altra”. Recitare una parte. Inventarmi un’altra scrittura, essere un’altra creatura. Naturalmente senza far danni e senza far trapelare niente. Attenta, attentissima a non scoprirmi…! Unico indizio, il mio nickname, ma potrebbe passare per una parola comune.. o per il titolo di un film…. Chi ci farebbe caso più di tanto???
Dico questo, cioè del desiderio di recitare una parte, perché.. perché chi recita tira fuori, da non so dove, quell’Io che non ha mai trovato a suo tempo il modo per emergere, o quei frammenti di personalità che a volte escono allo scoperto ma che noi teniamo a bada per non turbare equilibri e convenzioni. Insomma: chi non ha bisogno di una boccata d’aria, ogni tanto? o di un “abito di scena” per cercare - anche nella finzione – qualcosa di sé, o della vita che non ha vissuto? o delle parole che non ha detto?
Ecco. Chi sarei, io, allora, nel nuovo Blog?
Forse non lo si può preventivare sul serio a tavolino…
Potrei scegliere tra essere uomo o donna.. Potrei scegliere di avere un’età piuttosto di un’altra… Oppure: senza dire tante cose “anagrafiche” sul mio conto, potrei invece proporre un altro/a me stesso/a anche solo con l’atteggiamento, il modo di pensare e la scrittura… le proposte… i giudizi….
Interessante la sperimentazione di un nuovo stile scribacchino…. Se adesso sono verbosa , aggettivo-dipendente , e via dicendo , nell’altro Blog sarei scarna, “scabra ed essenziale “ ( come dice il Poeta)….; oppure potrei essere sgrammaticata, o volgare; avere il fiato che puzza di whisky; togliermi di dosso ogni traccia di sensibilità, sparlare degli altri a rotta di collo… Far passare per vere alcune gratuite bugie… Oppure potrei recitare la parte della svanita pazzerellona, oppure quella della persona compunta, seriosa, sempre educata e formale…
E al resto penserei cammin facendo… Ma, certo non sarebbe per niente facile inventarsi un copione come questi…
Probabilmente, se avessi un altro Blog, questa recita non durerebbe molto: o per “esaurimento delle scorte di finzioni”, o per “ crisi di rigetto verso il nuovo personaggio”, o altro. La “Cessata attività” è da mettere in preventivo….
Ma che importa la durata lunga o breve…? L’ importante sarebbe tentare l’esperimento : oltre a farmi divertire mentre gioco e mi invento, questo esercizio potrebbe risultare anche terapeutico e rivelarmi l’altra me stessa…, magari sconosciuta, trascurata e segreta.. M.ss Hyde, insomma
Remore? Dubbi? Esitazioni, per paura di compiere un’ azione blogghescamente disonesta?
Ma noooo! E’ solo una piccola sfida tra me e me..: riuscirò a creare un personaggio, una cosa finta, tanto convincente da sembrare vera ? (Vera, perché comunque, dentro, ci sarebbe un pezzettino di me, un mio + o – consapevole frammento )
Ed anche altri lo fanno: l’ho letto qua e là, o l’ho sentito dire dalla viva voce di chi ha provato a sdoppiarsi… Chi lo faceva per divertimento, e chi come esercizio di stile , per rendere l’esposizione del tutto diversa da quello originaria…. E non c’è nessun danno nei confronti di chi legge! Quando io leggo un romanzo, ad esempio, per convenzione affronto come vera una storia che, lo so benissimo, è solo verosimile… Anche un diario, pur proponendosi come autentico ed autobiografico, può offrirmi una verità in parte modificata : da un aggettivo, da ciò che volutamente non viene detto, da un personaggio reso più bello di quanto non sia.

E così è anche per il Blog, nella sua veste diaristica…O no?
La verità “vera”, poi, intesa come perfetta aderenza alla realtà…esiste? E la verità, vera o no al 100%, esclude forse l’esercizio ludico e le sue invenzioni?



P.S.In alcune delle cose che ho scritto ho forzato un po’ il mio pensiero, per avvalorare queste tesi… E c’è forse qualche contraddizione