sabato, agosto 19, 2006

Le Parole del Fastidio: il mio Stomaco


Se il mio stomaco avesse un’identità ed un’anima , la sua nausea sarebbe un sentimento : un dato di fatto fisico , certamente , ma anche esistenziale.
La sua nausea non gli dà pace, ma, senza identità e autonomia , non può porvi rimedio. Non può nemmeno lamentarsi. Bè, un po’ si lamenta, a dire la verità, ma non è un lamento articolato in pensieri, sofferenza e parole: sento solo sofferenza e suoni inarticolati, come in un guaito o un brontolio animale. Sono lamenti preverbali, come crrrrrrr …. , bzzzeuuu……bbblub…


Se il mio stomaco avesse un’anima, saprebbe che la causa di tutto sono le troppe medicine che ingurgita
E gli verrebbe la nausea, intesa anche come angoscia , ancor prima di prenderle, ma che dico, ancor prima di mettere i piedi giù dal letto. Perché saprebbe di non poterne fare a meno di queste pasticche schifo !
E poi ci sono le flebo di liquidi superchimici ma davvero miracolosi , quelli della terapia settimanale . In attesa del miracolo, anche loro lasciano segni della nausea: (a) gli agitano l’orifizio del piloro , (b) gli fanno sbagliare i movimenti peristaltici.


Se avesse un’anima , quindi , il mio stomaco si sentirebbe violato nella sua vita e nei suoi desideri. Come ingoiare impunemente salsicce o salamine da sugo.. o zuppa inglese, se c’è sempre questa specie di mal d’auto?
E poi … sarebbe molto solo, con le sue flebo, le sue paure e le sue visioni del futuro: non saprebbe dirle a nessuno, per non turbare o per non disturbare.


Povero il mio stomaco con l’anima! E che terribile sentimento sarebbe la sua nausea! I conati già adesso li ha normalmente, a volte si trattengono e a volte esplodono sulla tazza del cesso..
Ma il sentimento , ah il sentimento…! Lo stomaco non saprebbe come fare per cancellare immagini mentali, emozioni , preveggenze nauseabonde: medicinali estremi, orrendi lettini ospedalieri, sudore, e cose che di solito capitano solo agli altri.

Il mio stomaco, se avesse l’anima, vorrebbe solo fuggire lontano, e scappare dal suo star male e dalla paura!
Ma il male fisico lo avrebbe inesorabilmente su di sé, e il male dell’anima dentro di sé, nel profondo del suo Io psichico.

Adesso come adesso, il mio stomaco senz’anima sta ingoiando aria, e poi aria e ancora aria. Si sente terribilmente gonfio ed è in mia balìa. Vorrebbe vomitarla tutta, quell’aria, anche a costo di vomitare quello che ha mangiato oggi, stamattina o ieri.
C’è anche una punta di acidità , là, sotto l’enorme bolla d’aria.
Temo che sia … la “punta” di un iceberg.

Se il mio stomaco avesse l’anima, a questo punto, renderebbe l’anima a Dio. Come a dire “ rendere la merce difettosa entro le 24 ore“… ( della serie “ soddisfatti o rimborsati”)
Oppure la venderebbe al diavolo.
E in ogni caso avrebbe il suo bel tornaconto.