
Disco – Depression 1
il disco gira
le note sempre uguali
qualcosa si è inceppato
così la voce ripete
che se avesse previsto
tutto questo…
( dati, cause, pretesto…)
forse avrebbe fatto lo stesso:
non sarebbe cambiato niente…?
e se io avessi previsto
i momenti di adesso?
avrei in anticipo ammazzato
quel cesso di un dottore
che non ha visto in tempo
il corpo alieno
dentro di me, nel seno….
e che, un anno dopo,
scoperto al fine il nodo,
scherzava amabilmente – tutto scemo -
forse con l’infermiera,
mentre io col mio groppo duro,
bianca come il muro,
davanti agli occhi il buio ,
come se fosse sera,
non riuscivo ad allacciare il reggiseno..
Disco-Depression 2
il disco gira
ma non c’è volume:
perché mi angoscia
qualsiasi voce, canzone , falso tema.
troppo grande il problema.
non è solo tristezza,
o depressione: puoi tapparti le orecchie,
non ascoltare – come ulisse –
le sirene dell’inganno,
i mali di stagione,
il dramma del clima…
e puoi ogni giorno pescare
e scartare
una carta da gioco
ogni giorno giocare
a far finta di niente.
ma il tarlo scava anche dentro
i miei racconti
le mie quasi poesie,
le ironie che so creare
scava il tarlo finché trova
il punto da colpire:
l’idea del morire.
non in senso esistenziale
questo pensiero,
ma è legato ad un male,
quasi un maleficio,
che viaggia nel corpo
come un treno.
sempre in rima con ‘seno'.
il disco gira
le note sempre uguali
qualcosa si è inceppato
così la voce ripete
che se avesse previsto
tutto questo…
( dati, cause, pretesto…)
forse avrebbe fatto lo stesso:
non sarebbe cambiato niente…?
e se io avessi previsto
i momenti di adesso?
avrei in anticipo ammazzato
quel cesso di un dottore
che non ha visto in tempo
il corpo alieno
dentro di me, nel seno….
e che, un anno dopo,
scoperto al fine il nodo,
scherzava amabilmente – tutto scemo -
forse con l’infermiera,
mentre io col mio groppo duro,
bianca come il muro,
davanti agli occhi il buio ,
come se fosse sera,
non riuscivo ad allacciare il reggiseno..
Disco-Depression 2
il disco gira
ma non c’è volume:
perché mi angoscia
qualsiasi voce, canzone , falso tema.
troppo grande il problema.
non è solo tristezza,
o depressione: puoi tapparti le orecchie,
non ascoltare – come ulisse –
le sirene dell’inganno,
i mali di stagione,
il dramma del clima…
e puoi ogni giorno pescare
e scartare
una carta da gioco
ogni giorno giocare
a far finta di niente.
ma il tarlo scava anche dentro
i miei racconti
le mie quasi poesie,
le ironie che so creare
scava il tarlo finché trova
il punto da colpire:
l’idea del morire.
non in senso esistenziale
questo pensiero,
ma è legato ad un male,
quasi un maleficio,
che viaggia nel corpo
come un treno.
sempre in rima con ‘seno'.
Etichette: poesie o quasi

0 Commenti:
Posta un commento
<< Home