sabato, luglio 15, 2006

Il balcone fiorito

I vicini dei miei vicini, dal lato sinistro di casa mia, hanno un balcone tutto fiorito.
Come tutti più o meno, qui. Ma i fiori di quel balcone non sono uguali agli altri nella via.
Sono gerani “parigini” e, visti da lontano o dalla strada, formano una cascata che non teme paragoni. E’ una massa enorme di fitti puntini rossi e rigogliosi, che attirano gli sguardi per tutto il tempo della loro stagione. Una lunga stagione.
I parigini del mio balcone sono sconfitti fin da luglio. Secchi. Da buttare. Ma io non faccio testo. Quando però , in pieno agosto, anche nella casa alla mia destra ed alla mia sinistra c’è aridità tra foglie e gerani, il balcone tutto fiorito continua ad esporsi, orgoglioso, agli occhi di tutti. E con fiori come panini.
Quando, in ottobre, una nebbia sottile mi fa azionare il tergi mentre vado al lavoro, passando guardo in su e continuo a vedere la cascata rossa. Solo lì.
Perché per me e per gli altri niente cascata?
Eppure il sole batte allo stesso modo su tutti i balconi, il caldo aggredisce allo stesso modo i nostri vasi, e anche noi li curiamo con acqua e vitamine.
A quali espedienti ricorra il vicino, nessuno lo sa. Lui dice che ogni anno a primavera va a comprare le piantine lontano, in una serra di sua fiducia (=?). Lui dice di usare un concime specifico, che però si trova normalmente in commercio (=?).
Ce la racconta giusta?
Qualcuno sostiene di averlo visto parlare con i gerani, sottovoce, di notte, quando per strada non passa più nessuno. Questa è una tesi che piace, forse perché sa un po’di magia. E se anche i rivoli della nostra invidia giocassero la loro parte? forse i gerani del vicino se ne nutrono e la trasformano in energia positiva...
E intanto, anno dopo anno, si ripete il mistero della cascata miracolosa: una leggenda, in questa via.
Solo nell’anno del grande caldo ( interminabile) anche il balcone dei miracoli aveva cominciato a cedere, con un senso di rovina. Lo stupore zittì ogni nostra precedente illazione sul mistero e qualsiasi mormorio maligno: per noi improvvisamente crollava un mito, come ne sono crollati tanti altri in questi ultimi decenni.
Per pudore, passando per strada, il nostro sguardo evitava di andare verso l’alto: Guardare, no . Sbirciare, nemmeno. Impossibile assistere, giorno per giorno, al declino della cascata rossa. Impensabile. Per un senso di pietas, quella dei latini…
Nessuno guardava.
E così, mentre nessuno guardava, qualcosa a poco a poco cambiava…..
In brevissimo tempo il mito, almeno lì, sul balcone, tornò misteriosamente a rosseggiare.