sabato, luglio 15, 2006

Le galline ovaiole

I vicini dei miei vicini, in fondo al prato dietro casa, rinchiuse dentro un piccolo recinto, hanno due galline, che mi dicono essere “ovaiole”.
Io le intravedo, ma non distinguo bene forme e dimensioni : mi sembrano snelle, di piume chiare o un po’ spente. Insomma, diverse dalle solite galline ruspanti ( o almeno da come le ricordo): quanto le une sono cicciosette, colorate, portamento semplice e coccodè da cortile, tanto le altre cercano di imitare le colombe con le loro pretese di eleganza. Il loro verso, poi, un po’ da soprano e un po’ da contralto, taglia l’aria per il lungo, verso l’alto, e ti rompe le palle.
Le galline ovaiole cantano tanto.
Non so se dopo aver fatto l’uovo o prima, in attesa che il minuscolo miracolo puntualmente si compia.
Fatto sta che l’uovo è la loro ideologia della certezza, è il primum ontologico della loro filosofia, l’essenza della loro vita, la loro sicumera.
E il canto è in realtà un Inno.
Dura per buona parte della mattinata, o del pomeriggio.
Le galline ovaiole sono sfacciate in questa loro ostentazione di una sorda e cieca felicità.
Mentre il loro Inno echeggia da un prato all’altro, non pensano ( e come potrebbero, le ottuse ) non pensano che la vita non è tutta lì, in un uovo.
Non sono sfiorate dal dubbio su ciò che è giusto e su ciò che non lo è.
Non sanno che il malcontento e la rinuncia sono un continuo déjà vu.
Non sono mute, in attesa di capire il Senso di una vita, fatta e da fare.
Non sono perforate dalla malattia e dalla consapevole fleboclisi della decadenza.
Non restano annichilite davanti ad un flash sulla vecchiaia.
Non si chiedono perché la gente cambi e gli amici partano per indirizzi sconosciuti.
Non pensano che ogni uovo può diventare metaforicamente una frittata.
...
Non vanno dallo Psicanalista
?...
Non sanno niente di Berlusconi.
?...
Ops!
...
Bè, a volte ... a volte invidio la loro fede ovoidale, che le fa essere felici e ignare ogni giorno...
...
E ... ascolto con più indulgenza quel verso fatto con voce di testa, e che non smette mai...