martedì, settembre 25, 2007




Quanti parsec mi separano...
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Quanti parsec mi separano, di giorno,
da fantasie sospese in aria,
da sogni ad occhi aperti,
con o senza veli.
Infiniti sono,
e mi vietano i cieli
e il tempo di future stagioni.
Coglioni. Il vuoto svuota e fa male.
D’altronde è così..
Se non sai o non puoi tornare
a un grado zero. E se non sei immortale….
Desiderare quindi perché?
ogni fantasia è, per me,
fine a se stessa
.
.
E i sogni della notte? loro,
naturalmente
non mi vengono a cercare,
forse perché il mio io vuole stare
e se ne sta
asserragliato sulle Ande
a combattere i nemici – fuori-
e – dentro- le sue inutili domande
su ciò che sarà e che è stato.
E poi c’è che l’Io, assonnato ma sveglio,
di notte si preclude i sogni
per scrivere sul diario
chissà quale fruscio interiore,
magari inconsistente,
non aspettando niente.
Niente.

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