martedì, luglio 31, 2007





INDIANS!




sono arrivati verso sera, un po’ prima di cena.
erano tanti, tantissimi, praticamente tutte le tribù: delle pianure e delle foreste, delle paludi e dei pueblos.
li ha portati la mia amica Rita, che li aveva trovati per caso.
e li rivedevo dopo un quintale di anni.
c’erano il viso grinzoso del vecchio Alce Nero, le visioni della sacra pipa, il rito che accompagnava la caccia e la restituzione di viscere alla terra.. . Sentivo raccontare storie di tempi felici, di amori, di vita nella tribù e di leggi non scritte che la guidavano con saggezza… Altre voci però parlavano anche dell’anno dei cento uccisi, di altre catastrofi dopo l’arrivo dei Wasichu, con la loro inarrestabile avanzata verso ovest: cercavano il metallo giallo, brandivano fucili e la teoria del Destino Manifesto… Sul fronte opposto qualcuno recitava canti e lamenti e chiedeva che il suo cuore fosse sepolto a Wounded Knee.
Una voce fuori campo ricostruiva tutta la storia
dell’incontro/scontro, insomma , della conquista da Colombo in poi.
Era tutto in un fascicolo: un fascicolo di pagine… ciclostilate(sic !) Sì, ho detto Ciclostilate, da Ciclostile: lo so, è parola archeologica e rivela i suoi ed i miei anni.. Ma rincontrare il cartocicloreperto mi ha riportato ,nella memoria visiva, il back stage dello stesso: il lavoro di gruppo, il nostro gruppo molto diverso dagli altri e decisamente di rottura ( ‘ di rottura: vecchio lessico’ ), la sperimentazione di aree interdisciplinari totalmente estranee alle scansioni obbligate dei libri di testo, il buttare all’aria una vecchia didattica, il lavoro a scuola con i ragazzi , con i documenti e gli stereotipi, un presidente di corso contestato,destituito, ma non affondato, i ‘picchetti’ di controllo agli esami, e – nel gruppo - il nostro ‘capo carismatico’, come lo chiamavamo per farlo incavolare..
Con noi anche Alce Nero, che era stato, con tutto il resto, una sorta di logo del nostro voler essere diversi. E poi han tentato di riemergere tutti gli anni venuti dopo, ma quelli solo in un cortometraggio ( non era il loro turno)
Come ero più magra, allora (… vanità, pardon )!
Quanti entusiasmi e incidenti e poi di nuovo entusiasmi ancora più grandi..
Grazie, Rita, di aver conservato – in tutti questi anni, oltre a libri, scartoffie et similia, anche i ciclostilati altrui. Senza saperlo, forse. E di essere contraria a drastici incontri con la dea del fuoco…

Il gruppo si era tenuto in vita , almeno con alcuni di noi , per vari anni, superando le distanze dei luoghi di provenienza, le nebbie, e forse qualche resistenza inconfessata… Gianc, Marius detto Dartagnan, Anna 1 e Anna 2, io, ed altri che non ricordo. Ci trovavamo a casa dell’uno o dell’altro, forse una o due volte all’anno. E non era solo una rimpatriata tra compagni di tante vicende combattute. C’era anche il legame con i fili dell’affetto e del dialogo e della stima.
Todavia, col tiempo, le esperienze , le fedi, le convinzioni finirono per diversificarci in modo impercettibile o visibilmente abbacinante, senza parlare poi delle storie personali, di divorzi, smemoratezze , nuove strade scelte ed eventi tristemente subiti… Questo ed altro ci portò a raffreddarci e a dividerci. Capita. Come dice una mia amica, i fili ( di cui sopra, cioè quelli che ci legano ) possono essere dorati e preziosi, oppure di seta delicata e sussurrante, oppure di duro ferro, o di semplice umile cotone..... Ma accade anche , dico io, che questi fili si spezzino o cambino colore o modifichino in parte la loro struttura… Capita, dicevo.
E finimmo per assottigliarci e sparire come le schiere di bisonti in fuga dagli spari dei cacciatori sul treno e da buffalo bill…
Finimmo per assottigliarci e sparire come le tribù dei Lakota, dei Sioux, degli Cheyennes, dei Seminole e di tutti gli altri..