Niente Fazio srasera

Niente Fazio, stasera.
Ho deciso di non guardare Chetempochefa
Perché stasera c’è come ospite ( ampiamente preannunciato, vezzeggiato, interloquito, eccetera ) nientemeno che adriano celentano.
Ai suoi tempi : un mito. Le sue canzoni : rockromantiche o strampalate…Belle. E una certa dose di anticonformismo : canoro, motorio, ….
Piaceva a molti. Anche a me.
Ma poi si è messo a fare il maestro di vita e non mi è piaciuto più.
Perché canterellava contro chi sciopera e contro il manager rampante, cioè contro il cerchio ed anche la botte.
Perché pareva recitare una parte : quella di un guru con idee da esalare? O di un venditore di luoghi comuni?
Era o non era una finta leggenda ?…
Fatto sta che…
pubblico e critica: fedeli in ampia misura col passare degli anni ;
io invece: infedele; restituita la tessera del partito celentanista.
Ma adesso , seduta a tavola, non ho proprio più voglia di cambiare programma mentre finisco lentamente di cenare. Così, masticando e deglutendo, me lo vedo tutto e per tutto il tempo, quest’ospite di Fazio.
Resoconto.
1)L’anticonformismo del passato remoto: che ne rimane? un semplice gioco giochino quando lui siede al posto del conduttore intervistatore, come per capovolgere i ruoli…
Gioco giochino anche le domande: precedute dalle risposte come in un teatro dell’assurdo. In realtà vecchie gags che non fanno più ridere.
2)E il guru-pensiero? Mah! E’ come se il Nostro non avesse, fin qui, detto niente di niente ai suoi seguaci.
Ma no, una teoria forse c’è tra le cose che ha detto… L’ elogio della lentezza nel mondo della fretta : la parola lenta, pare, aiuterebbe chi ascolta a capire meglio. Questa la teoria di Adriano sulle proprie pause tra le frasi….In realtà silenzi snervanti dovuti semplicemente e soltanto … alla sua memoria che fa cilecca (!) E così tocco con mano le debolezze del mito e i suoi bambineschi tentativi di nasconderle .
Poi lo vedo ridere ( con convinzione ) alle espressioni balenghe della Littizzetto: come al solito talmente ‘fuori’ da scomporre persino la maschera del serioso .E ( lo si capisce ) gli piacciono le pose scomposte della 'pazza': non gli importa un fico se annientano l’idea classica di Bellezza, Equilibrio ed Armonia….
Credo inoltre che lui abbia ancora qualche sano guizzo vitale e giovanili pensierini, come ad esempio quando lei gli parla delle sue ovaie…
Quindi… Allora… Conclusioni parziali :
Tutti questi rilievi di situazione ... me lo fanno guardare con occhi diversi e ( ahhhh!...) con un po’ di tenerezza. Ancora di più quando la Littizzetto platealizza la sua decadenza maschile, quella dei pantaloni, e la sua veneranda età. Maleducata! Lui continua a ridere, ma non proprio come prima.
Dopo questa fase di tenerezza nei suoi confronti, il processo di recupero sembra continuare..
Mi accade nonsocosa quando lui canta, rimanendo in primo piano per tutto il tempo della canzone e di quelle dopo. Mi sembra di vedere la sua vecchiaia, non nei pantaloni, ma nel viso. Vedo la pelle dal colorito un po’ spento, le borse sotto gli occhi che guardano in basso, i capelli per metà perduti e forse un po' spennacchiati. Eppure lì c’è ( forse ) il senso della faccia di un uomo, dello stato d’animo di un uomo, e così via. E questo senso mi piace.
E inoltre , diciamocelo, è sexy. Lui è miticamente sexy (!)
E le sopracitate canzoni. Anche qui qualcosa di nuovo, di diverso?
Lui le canta con una voce ancora bella, ma io le sento come se non gli appartenessero più, o non in questo momento. Cioè le canta in modo un po’ monotono, senza poesia…Come se per lui fossero canzoni e cose di altri tempi, di altri momenti e di un altro Adriano. Quando forse Fazio non era ancora nato…
Allora questa ipotesi mi fa tristezza oltre che tenerezza e mi dispiace che stasera lui non sappia trovare i sentieri giusti per il cuore. Ho scoperto quindi un altro suo lato umano,anche se all’insegna della defaillance
Infine…
In fine di trasmissione, il mito sconfigge questa defaillance con una trovata scenica e strumentale, giusta giusta per togliere di mezzo il tono monocorde. Sennò che mito sarebbe?
Seduto sui gradini a cantare , si accompagna con la chitarra. E’ già un piccolo rimedio alla monotonia…. A metà canzone un’altra chitarra arriva in scena ,da destra, senza presentazioni e attacca a suonare, raddoppiando così il suono delle corde di Adriano. A un terzo dalla fine, da sinistra stavolta, entra una magica fisarmonica, sempre senza presentazioni se non quella del suo bel suono, che triplica il piacere nell’ascolto. Una trovata così semplice ha tirato fuori un adriano e una canzone più veri.
Adriano mi è di nuovo simpatico.
E quando se ne va con Fazio, alla fine, condivide con noi spettatori la finzione del gran finale,ma senza presunzione di veridicità, di mimesi, o spaccio di scene stupefacenti tipo “ inghiottiti dalla notte” . Alludo alla finzione della nebbia in cui i due provano ( provano ) a svanire; alludo al sapore volutamente bogartiano del soprabito svolazzante in controluce.

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